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In genere si tende ad eccedere
nei dosaggi ormonali. Poche misurazioni al momento giusto ci
forniscono tutte la informazioni solitamente utili. Solo in casi
particolari possono essere richiesti dosaggi ormonali
più specifici.
Rilevando un innalzamento del progesterone
nel sangue sette giorni dopo la data della presunta
ovulazione, cioè al 21° giorno in un ciclo medio di 28 giorni,
possiamo accertare che l'ovulazione sia avvenuta. Se non si è ancora
elevato, è possibile ricontrollarlo ogni sette giorni, fino alla
mestruazione, per sapere se l'ovulazione, seppure in ritardo, sia
avvenuta. Naturalmente questo metodo non è applicabile in chi ha
mestruazioni sporadiche o assenti. Questa procedura non ci consente
di sapere se la produzione di progesterone è sufficientemente
elevata e
prolungata. A tal fine è più efficace la biopsia endometriale.
Nelle donne che non hanno mestruazione il dosaggio dell' ormone follicolo stimolante (FSH)
ci consente di dire se sono in menopausa. A volte si dosa questo
ormone anche in donne che hanno ancora le mestruazioni, al terzo giorno
del ciclo, per valutare la riserva ovarica, un indice della
capacità dell'ovaio di produrre ovociti di buona qualità.
In donne con irregolarità mestruali o con una durata della fase
postovulatoria breve o con una biopsia endometriale anomala è utile
dosare la prolattina ed il THS per escludere che una
iperprolattinemia misconosciuta o un ipotiroidismo sub clinico
possano influire negativamente sulla funzione ovarica.Il
principale ormone estrogeno, l'estradiolo, viene dosato solo per
misurare la risposta ovarica nei cicli indotti con stimolazione
dell'ovaio con follitropina.

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